Da scatola a status symbol
Una volta il packaging prendeva in prestito il linguaggio della moda. Ora succede il contrario: è la moda che si veste da packaging.
Nell’ultimo secolo l’utilizzo della plastica nel confezionamento è cresciuto in maniera esponenziale, e di conseguenza la quantità di rifiuti è arrivata ben oltre i livelli di guardia.
Molte aziende hanno cominciato ad adottare materiale alternativo, che però spesso ha un’impronta di carbonio più alta dei derivati della plastica. Oggi la nuova frontiera della lotta all’inquinamento si sta spostando verso pratiche di smistamento e gestione dei rifiuti sempre più innovative, con l’ausilio di nuove tecnologie abbinate al packaging.
Secondo Future Market Insights, nei prossimi dieci anni gli investimenti in smart packaging supereranno i 46 miliardi di dollari. Blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things aiuteranno i consumatori a fare scelte più virtuose, istruendoli sulle pratiche di smistamento, riciclo e riuso.
Nei prossimi dieci anni gli investimenti in smart packaging supereranno i 46 miliardi di dollari
Grazie a una struttura dati condivisa e immutabile, la blockchain permette di creare e trasferire risorse in modo sicuro raggruppandole in ordine cronologico grazie all’uso della crittografia.
Empower, azienda norvegese che traccia i rifiuti, se ne sta servendo per creare un sistema di donazioni e premi finanziari per chiunque depositi plastica in specifici punti di raccolta.

Come sappiamo, la presenza di tag RFID sugli imballaggi permette di accedere a numerose informazioni relative all’utilizzo del prodotto, alla sua conservazione, ma anche istruzioni sul riuso o il riciclo della confezione.
Attraverso i tag RFID posizionati sui pack si può accedere a numerose informazioni relative al prodotto, comprese istruzioni per il suo smaltimento
Proprio grazie ai RFID Algramo è diventata una realtà affermata in tutto il mondo. Il packaging riutilizzabile di questa innovativa azienda cilena consente di ridurre i costi di produzione e l’impatto ambientale.
In collaborazione con Unilever e Nestlé, Algramo ha implementato un sistema di packaging intelligenti, all’interno dei quali è stato integrato un chip RFID che permette di monitorare il numero di riutilizzi e accumulare sconti e punti.
Dopo aver creato un account sul sito di Algramo e aver associato al proprio profilo un contenitore riutilizzabile, ogni volta che quest’ultimo viene ricaricato, il consumatore riceve un premio in denaro all’interno del proprio wallet virtuale. In questo modo il packaging si trasforma in una vera e propria “carta ricaricabile”, che difficilmente vorremmo perdere, o abbandonare, come spesso purtroppo succede con gli imballaggi dopo essere stati utilizzati.


Abbiamo già parlato di digital watermarks e di come stiano contribuendo a migliorare lo smistamento dei rifiuti negli impianti di raccolta.
Grazie all’intelligenza artificiale oggi si sta provando a stimolare la creazione di robot capaci di riconoscere, setacciare e raccogliere autonomamente la plastica e i diversi rifiuti che minacciano la biodiversità marina. Ma dato il suo potenziale e le sue capacità predittive e di calcolo, la sua applicazione sarà utile perfino a monte del problema, nella creazione di algoritmi capaci di produrre e ingegnerizzare nuovi tipi enzimi capaci di accelerare la fase di smaltimento o di riciclo del PET.
Una volta il packaging prendeva in prestito il linguaggio della moda. Ora succede il contrario: è la moda che si veste da packaging.
Si conferma anche nel 2025 uno dei termometri più affidabili dello stato di salute dell’economia reale: una crescita moderata, ma strutturale, che continua a consolidarsi nel tempo.
Tra estetica naturale, nostalgia materica e design contemporaneo, la carta è diventata molto più di un semplice materiale.
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.