Perché i fiori di carta funzionano così bene oggi
Tra estetica naturale, nostalgia materica e design contemporaneo, la carta è diventata molto più di un semplice materiale.
Il cartone ondulato si conferma anche nel 2025 uno dei termometri più affidabili dello stato di salute dell’economia reale: una crescita moderata, ma strutturale, che continua a consolidarsi nel tempo.
La produzione italiana ha superato gli 8 miliardi di metri quadrati (8.010.673.000 mq), segnando un +1,6% rispetto al 2024 e confermando un trend positivo già avviato negli anni precedenti. Numeri che descrivono non un’esplosione, ma una tenuta costante, quasi ostinata, in un contesto economico ancora segnato da incertezze e volatilità.
All’assemblea annuale del settore a Baveno, giovedì 14 e venerdì 15 maggio, oltre 160 delegati si sono confrontati su un comparto che, lontano dai riflettori, sta contribuendo a ridisegnare i meccanismi della produzione industriale italiana.
Il protagonista resta il cartone ondulato: un materiale solo in apparenza semplice, oggi sempre più centrale nelle dinamiche tra industria, logistica e consumo. Non glamour, non “tech” in senso classico, ma strategico nel raccontare l’evoluzione dell’economia fisica.
L’incontro organizzato da Gifco – gruppo interno ad Assografici, nell’orbita di Confindustria – ha restituito una fotografia coerente: crescita moderata, ma stabile. E soprattutto strutturale.
Nel triennio 2023-2025 il sistema Italia ha viaggiato su un equilibrio fragile: PIL in salita lenta (+0,7% nel 2024 e +0,5% nel 2025), inflazione che ha distorto percezioni e consumi, mercati incerti.
Eppure il packaging ha fatto una cosa semplice: ha seguito la vita reale.
Il largo consumo confezionato, per esempio, ha recuperato terreno tra il 2023 e il 2025, segnando +1,5% e poi +1,8% a valore.
Non esplosioni, ma rientri graduali verso una normalità nuova: quella in cui si compra meno “rifugio” e più quotidiano.
Tradotto: le persone tornano a spendere su ciò che consumano davvero ogni giorno.
Il dato simbolo del 2025 è netto: oltre 8 miliardi di metri quadri di cartone ondulato prodotti in Italia (8.010.673.000 mq).
Dietro il numero c’è una crescita del +1,6% rispetto al 2024. Non un boom, ma un consolidamento.
In parallelo:
Qui succede qualcosa di interessante: si produce di più usando meno materia.
E questa non è solo efficienza industriale. È un cambio di paradigma.


Il cartone ondulato oggi è un prodotto “ottimizzato”. Più leggero, più performante, più progettato.
Non è più solo scatola: è ingegneria logistica.
E questa transizione è uno dei segnali più chiari della cosiddetta stampa e produzione 4.0: materiali che si alleggeriscono, ma performance che reggono o migliorano.
È qui che il packaging smette di essere commodity e diventa infrastruttura invisibile del commercio.
Il settore alimentare resta dominante con il 61,7% della domanda, ma perde leggermente quota.
A guadagnare terreno è il non alimentare, trainato soprattutto da:
In pratica: tutto ciò che viaggia, si sposta, si consegna.
Il packaging segue la logistica globale meglio di qualsiasi indice.

Una delle chiavi più interessanti emerse a Baveno è questa: il packaging non segue solo l’economia, la anticipa.
Gli ordini delle imprese di settore sono una sorta di radar:
È un indicatore anticipatore del ciclo economico. Silenzioso, ma molto sensibile.
Energia instabile, materie prime volatili, logistica sotto pressione. Eppure il sistema tiene.
Perché?
La risposta non è solo industriale, ma strategica:
In altre parole: non vince chi produce di più, ma chi garantisce continuità.
Questo è il passaggio più forte.
Oggi le aziende vincenti nel cartone ondulato non sono solo quelle che stampano e trasformano. Sono quelle che:
Il packaging diventa un servizio integrato dentro la filiera del cliente.
E questo cambia tutto.
Il tema ambientale non è più storytelling. È misurazione.
La riduzione della grammatura, l’uso più efficiente delle fibre, la riciclabilità crescente: sono tutti elementi strutturali, non campagne marketing.
Il punto non è “essere sostenibili”.
È essere competitivi perché sostenibili.
Il messaggio che arriva dal 2025 è abbastanza chiaro:
Il cartone ondulato, spesso invisibile agli occhi del consumatore finale, sta diventando uno degli asset strategici della nuova economia fisica.
E forse è proprio questa la sua forza: non si vede, ma tiene insieme tutto.
Tra estetica naturale, nostalgia materica e design contemporaneo, la carta è diventata molto più di un semplice materiale.
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.
I grandi brand continuano a sperimentare con il packaging, ecco alcune delle storie che hanno attirato la nostra attenzione nelle ultime settimane.
Ogni scatola diventa leva di valore per logistica, sostenibilità e brand experience.