Cosa sono i “digital watermarks”?

E perché le grandi aziende ci investono? Nestlè, Kraft-Heinz, Coca-Cola

19 Gennaio 2021

La AIM – European Brands Association, associazione di categoria che rappresenta i grandi brand produttori in Europa, sta per dare il via libera ad un progetto di applicazione del digital watermarking al packaging dei prodotti di consumo.

Il progetto pilota Holy Grail 2.0 permetterà in futuro di rendere più efficiente la fase dello smistamento degli imballaggi negli impianti di raccolta e di riciclo rifiuti, dando un contributo notevole alle politiche ambientali del vecchio continente.

Il video di presentazione di HolyGrail 2.0

Il digital watermark (in italiano, filigranatura elettronica) è un sistema di marchiatura che permette di collocare all’interno di file multimediali diverse informazioni su origine e provenienza delle merci. Questo processo, detto steganografia, permette di veicolare indicazioni utili alla raccolta e allo smistamento dei pack, grazie ad una stampa diffusa lungo la loro superficie.

Il sistema di marchiatura permette di comprimere file multimediali con informazioni sulle merci

Impercettibile all’occhio umano, la filigrana elettronica trasporta al suo interno un messaggio binario che include una molteplicità di dati. Ad esempio il tipo di manifattura, i dati di immagazzinamento, la composizione dei materiali e la categoria del prodotto.

Le informazioni possono essere particolarmente utili nella fase di riciclaggio, perché consentono di automatizzare nuove fasi del processo. Una volta che gli imballaggi arrivano all’interno dei centri di smaltimento, infatti, le loro informazioni vengono lette da telecamere ad alta definizione o dispositivi appositi, che collocano la confezione nello spazio di riciclaggio idoneo.

Un prototipo di coppetta gelato dotata di digital watermarks

I vantaggi di questa tecnologia sono inestimabili. Risolvono i problemi legati all’efficacia dell’attuale sistema di raccolta, già compromesso dalla confusione del consumatore su quale pack sia riciclabile o meno.
Le confezioni diventano inoltre “inalterabili”, dato che l’etichettatura invisibile è diffusa su tutta la superficie, quindi non è possibile applicare ritagli.

Impercettibile all’occhio umano, la filigrana elettronica trasporta messaggi binari su ogni prodotto

Gli ingredienti chiave sono innovazione, sostenibilità e digitale”, ha dichiarato Michelle Gibbons, direttore generale di AIM. “Se combinati, potremmo raggiungere l’obiettivo del Green Deal: un’economia pulita, circolare e climaticamente sana”.

AIM si è prefissata l’obiettivo di rendere la tecnologia del digital watermarking scalabile e alla portata di tutte le aziende in soli due step. 

I vantaggi di HolyGrail 2.0 illustrati da AIM

Inizialmente, sarà testata e messa alla prova in un solo impianto di smistamento, dove tecnici e aziende fornitrici lavoreranno a stretto contatto con produttori e rivenditori per mettere a punto i migliori prototipi di packaging dotati di digital watermarks.

In seconda istanza, la partnership punterà ad avviare una fase di test industriali, che comporteranno l’introduzione dei nuovi pack nei mercati di origine dei brand coinvolti.

HolyGrail 2.0 è un progetto che segna un traguardo precedentemente impensabile. Più di 88 aziende hanno affiancato AIM nella sua realizzazione, tra cui Nestlé, Danone, Pepsi Co., Kellogg’s, The Coca-Cola Company e The Kraft Heinz Company

Più di 88 aziende hanno puntato sui digital watermarks, tra cui Nestlé, Kraft Heinz, Coca-Cola

È fantastico vedere un tale entusiasmo in tutto il settore”, ha dichiarato la Gibbon. “La collaborazione è la via da seguire per raggiungere gli obiettivi di economia circolare dell’UE

Sviluppare il digital watermarking per i packha aggiunto Silvio Pupici, CEO di Pepsi Co. Europa, “è un esempio di come le azioni collettive e la tecnologia possono dare una spinta all’economia circolare”.

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