Si parla sempre più di come igienizzare i pack

Nascono nuovi materiali e nuove tecnologie, in nome della sicurezza

15 Aprile 2021

A fronte dell’incremento della richiesta di detergenti e prodotti antibatterici registrato quest’anno, il mercato del packaging ha introdotto innovazioni tecnologiche per garantire una migliore sanificazione delle superfici stampate.

Dall’inizio della pandemia da Covid-19 tra i consumatori si è diffusa la percezione che i packaging dei prodotti di largo consumo potessero diventare veicolo di contagio. Con il crescere delle preoccupazioni, l’industria si è messa in cerca di soluzioni che restituissero affidabilità ai propri confezionamenti. 

Oggi le soluzioni più pratiche ed efficaci risultano essere le vernici e le pellicole antibatteriche, utili contro muffe, batteri e virus dannosi per l’uomo. Si tratta di soluzioni con una grande capacità di protezione del prodotto, grazie soprattutto ai cosiddetti “fotocatalizzatori”, che si attivano con la luce e neutralizzano i pericoli di contagio. L’azienda piemontese Medhea, ad esempio, è stata tra le prime in Italia a puntare su questo genere di tecnologia. 

Oggi le soluzioni più pratiche ed efficaci sembrano essere le vernici e le pellicole antibatteriche

Le box di AJI sono prodotte da Medhea in plastica opaca autoigienizzante

Sfruttando il potenziale di pellicole e vernici disinfettanti, Medhea sviluppa box in plastica opaca per l’asporto del sushi di AJI, una nota catena di take-away. L’azienda opera inoltre nella grande distribuzione grazie al brevetto delle Mask Pack, buste-portatili in grado di igienizzare le mascherine quando si è fuori casa.

Il brevetto “Mask Pack” di Medhea

L’industria si è messa in cerca di soluzioni che restituissero affidabilità al confezionamento

Le soluzioni di packaging “autoigienizzante” stanno diventando molto richieste dalle aziende di tutto il mondo. Nei prossimi tempi l’interesse potrebbe portare ad una rapida evoluzione di formati e materiali. Se per il momento sono soprattutto piccoli laboratori e start-up a introdurre le principali innovazioni, è probabile che presto le multinazionali occuperanno questo spazio, investendo nei loro reparti di ricerca e sviluppo. 

Per il momento sono piccoli laboratori e start-up a sviluppare le principali innovazioni

Un esempio tra i più eclatanti è quello di Ferrero. A luglio dello scorso anno la multinazionale di Alba ha annunciato il brevetto di una nuova pellicola antibatterica destinata a ricoprire i suoi prodotti da forno nei prossimi anni.

La nuova tecnologia, grazie a speciali polimeri mescolati ad estratti naturali, non si limiterà ad attivare un raffinato sistema di protezione da muffe, batteri e funghi, ma sarà utile a preservare il gusto dei prodotti e la loro freschezza.

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