Quando il difetto diventa pregio
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.
È uno dei contenitori più antichi del mondo. Che sia in latta o terracotta, cilindrico o sferico, meccanico o vuoto, il salvadanaio nell’immaginario comune ha l’aspetto di un porcellino.
Con i suoi lineamenti tondeggianti, il maialino rosa è la forma più diffusa e anche la più amata. Si potrebbe pensare che sia anche la prima mai esistita, ma non è così.

I primi salvadanai erano molto simili a quelli moderni, avevano un foro sulla sommità, ma la loro forma originale sembra fosse un tributo ad un altro animale simbolo di prosperità, il cinghiale.
La teoria più accreditata riconduce l’aspetto a un equivoco verbale. In passato, in Inghilterra, le monete venivano conservate in contenitori d’argilla che in inglese antico si chiamava pygg, estremamente simile a pigge, antico termine per indicare il maiale. Le due parole nel tempo cominciarono ad essere pronunciate allo stesso modo fino ad essere confuse. Nel XIX secolo i ceramisti inglesi sfruttarono il gioco di parole per fini commerciali, inventando un formato nuovo, particolarmente apprezzato dai bambini.
Che sia di latta o terracotta, cilindrico o sferico, nell’immaginario comune il salvadanaio ha sempre la forma di porcellino.
È molto facile che un contenitore così iconico diventi oggetto di rivisitazioni da parte di brand e designer.
Emilio Pucci, Christian Lacroix, Elie Saab, insieme a brand come Swarovski, hanno preso parte a Trash-ic, una mostra di beneficenza che ha svestito i salvadanai del rosa tradizionale per trasformarli in perfetti oggetti di tendenza.



Su Mediamodifier, il portale che permette di visualizzare in anteprima mockup di confezioni, c’è un generatore automatico di piggy bank che permette di personalizzare a proprio piacimento la superficie.
Il contenitore a forma di porcellino ha ispirato anche molti designer e brand della moda
Il maialino salvadanaio può diventare anche un’idea regalo per arredare casa. Il produttore di oggetti sostenibili in legno, carta e altri materiali riciclabili Sostrene Grenes ha usato il prototipo per realizzare tutta una serie di animaletti salvadanaio di carta da assemblare e costruire.

Lo studio di design giapponese Nendo ha rielaborato la forma e le tinte classiche, destrutturandole per ottenere contenitori minimal e moderni.



Su YouTube esistono poi centinaia di tutorial DIY (Do It Yourself) che permettono di recuperare e riciclare vecchie confezioni e bottiglie di plastica, per ottenere il proprio salvadanaio fai-da-te.
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.
I grandi brand continuano a sperimentare con il packaging, ecco alcune delle storie che hanno attirato la nostra attenzione nelle ultime settimane.
Ogni scatola diventa leva di valore per logistica, sostenibilità e brand experience.
Dust Identity utilizza frammenti di diamante ingegnerizzati, integrati nella stampa dell’etichetta, per generare una firma ottica invisibile, permanente e non clonabile.