Da scatola a status symbol
Una volta il packaging prendeva in prestito il linguaggio della moda. Ora succede il contrario: è la moda che si veste da packaging.
I grandi brand continuano a sperimentare con il packaging: Heinz costruisce una campagna capace di trasformare tradizione e familiarità in racconto di marca, Nutella torna a puntare sul pack variabile, Coca-Cola rinnova il look della sua Zero senza caffeina.
1 – Heinz unisce nonne e nipoti intorno all’uncinetto e alla maionese
Con la campagna “Queridinha da Vovó”, Heinz sceglie di raccontare il prodotto attraverso i legami familiari e le tradizioni quotidiane. Il brand coinvolge le nonne, figure centrali nella cultura domestica e affettiva, trasformandole nelle protagoniste della comunicazione.
L’idea funziona perché non cerca di modificare le abitudini culturali, ma di entrarci con rispetto e autenticità. L’uncinetto, i gesti tramandati e i momenti condivisi diventano così strumenti narrativi capaci di creare una connessione emotiva forte con il pubblico.
Più che una semplice campagna pubblicitaria, è un esempio di come i brand possano costruire familiarità valorizzando simboli già presenti nell’immaginario collettivo.

2 – Nutella dedica una limited edition alle città d’arte italiane
Nutella presenta “Nutella Buongiorno”, la nuova limited edition realizzata in collaborazione con ENIT S.p.A. e dedicata a dieci città d’arte italiane: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Bari e Palermo.
La collezione abbandona la fotografia delle edizioni precedenti per scegliere l’illustrazione, affidata all’artista Antonio Colomboni. Ogni vasetto diventa così un racconto visivo fatto di monumenti, simboli e atmosfere riconoscibili: dal Colosseo alla Mole Antonelliana, dai canali veneziani al Golfo di Napoli.
Sul retro delle confezioni trovano spazio anche alcune specialità gastronomiche locali, aggiungendo un ulteriore livello narrativo dedicato alle tradizioni del territorio. Il risultato è un packaging che non si limita a contenere un prodotto, ma costruisce un’esperienza capace di evocare luoghi, ricordi e identità culturali.

3 – Coca-Cola Zero senza caffeina si veste di nero
Coca-Cola rinnova il packaging della sua Zero senza caffeina scegliendo un linguaggio visivo essenziale, elegante e immediatamente riconoscibile. Il nero opaco domina la nuova identità della lattina, creando un forte contrasto con il rosso iconico della versione classica e rendendo il prodotto facilmente individuabile a scaffale.
I dettagli dorati aggiungono una sensazione di raffinatezza e trasformano la confezione in un oggetto dal gusto contemporaneo, quasi “premium”. Anche la comunicazione diventa più diretta: la tripla dicitura “Zero Zuccheri, Zero Caffeina, Zero Calorie” mette subito al centro le caratteristiche del prodotto, puntando su trasparenza e immediatezza.

Una volta il packaging prendeva in prestito il linguaggio della moda. Ora succede il contrario: è la moda che si veste da packaging.
Si conferma anche nel 2025 uno dei termometri più affidabili dello stato di salute dell’economia reale: una crescita moderata, ma strutturale, che continua a consolidarsi nel tempo.
Tra estetica naturale, nostalgia materica e design contemporaneo, la carta è diventata molto più di un semplice materiale.
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.