Perché Milano-Cortina 2026 non riguarda solo lo sport
Un evento globale che porta l’attenzione internazionale sull’Italia, sulla sua filiera produttiva e sulla capacità di innovazione nel settore packaging.
La diffusa consapevolezza dell’importanza di una vita attiva, con frequenti allenamenti fisici, sta portando ad una diffusione di alimenti per la nutrizione sportiva. Anche durante l’epidemia di COVID-19, i prodotti della categoria hanno guadagnato particolare spazio: secondo una proiezione dell’istituto americano di statistiche Aritzon, il mercato della nutrizione sportiva crescerà di oltre il 10% entro il 2026.
Da inizio decennio si assiste ad una moltiplicazione di prodotti a livello globale, che si riflette in un’evoluzione dei pack sia dal punto di vista delle grafiche che dei formati. Negli ultimi anni le confezioni di gel o di barrette energetiche si sono “riposizionate”, allo scopo di attirare un pubblico sempre più ampio, lasciando la nicchia dei prodotti medici o specialistici.
I nuovi packaging, dalle forme rassicuranti e familiari, si diffondono in nuovi canali e nella grande distribuzione.

Le confezioni abbandonano le tabelle tecniche e le sequenze di numeri che affollavano le etichette fino a pochi anni fa, proponendo grafiche molto più semplici e accessibili, utilizzando un tone of voice vivace e informale. Peter Hayes, co-direttore della linea di prodotti B-Creative, ha rilasciato un’intervista rilasciata a Nutrition Insight in cui ha raccontato il rilancio, in particolare, delle confezioni Life Plus Be.
L’obiettivo dell’operazione è stato “decodificare e demistificare” il complesso mondo della nutrizione. Le nuove confezioni comunicano un tratto di semplicità, partendo dalla veste grafica fino ad arrivare al formato, con una rivisitazione efficace dei due formati tipici del settore: il fusto e la busta.

Quella della busta, in particolare, è la soluzione su cui maggiormente ricadono le scelte delle aziende. I motivi principali sono l’agilità e la sicurezza delle confezioni. Composte di un materiale polimerico termosaldato con un leggerissimo foglio laminato all’interno, le buste presentano un assemblaggio piuttosto semplice, che permette alle confezioni di stare in piedi rimanendo flessibili, pratiche e sicure.
L’obiettivo è “decodificare e demistificare” il complesso mondo della nutrizione
La gamma di buste High 5 Sport Nutrition, azienda apprezzata per i suoi integratori soprattutto in ambito ciclistico, vanta ad esempio una serie di formati tascabili e innovativi, tra cui le bustine di gomme energizzanti, da utilizzare durante gli allenamenti.

Nella scelta della buste incide anche il tema della sostenibilità, come in molti altri settori. L’etichetta inglese PhD Nutrition, di proprietà della società Science in Sport, è diventata una delle prime a lanciare delle buste riciclabili per le sue proteine in polvere, riducendo drasticamente il numero di confezioni che finiscono in discarica.
L’amministratore delegato della società ha dichiarato che PhD Nutrition ha iniziato da poco a prendere sul serio l’impatto dei suoi packaging. “Fino all’anno scorso i nostri clienti mandavano in discarica 700.000 sacchetti. Vogliamo darci un taglio”. L’introduzione delle buste riciclabili è una delle iniziative annunciate, ma altre arriveranno. A breve dovrebbero essere introdotte confezioni riciclabili anche per i gel e le barrette.

Le innovazioni dei “nutrition packaging “ permettono alle aziende di guadagnare spazio in contesti sempre più eterogenei, da quello familiare allo sport amatoriale. Di fatto confezioni sempre più efficienti e pratiche allargano rapidamente il pubblico di chi sceglie di utilizzare questi prodotti, per un’occasione d’uso in cui leggerezza e trasportabilità si rivelano fondamentali per le scelte d’acquisto.
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