Perché Milano-Cortina 2026 non riguarda solo lo sport
Un evento globale che porta l’attenzione internazionale sull’Italia, sulla sua filiera produttiva e sulla capacità di innovazione nel settore packaging.
Nel 1965 il mondo del vino conobbe una rivoluzione silenziosa grazie a Thomas Angove, viticoltore australiano che per primo ebbe l’intuizione di confezionare il vino in una Bag in Box.
Come ricordato da “La Repubblica“, il sistema era stato inventato dieci anni prima dallo statunitense William Scholle per tutt’altro scopo: trasportare in sicurezza gli acidi delle batterie grazie ad una sacca multistrato inserita in una scatola di cartone che la proteggeva dalla luce e dagli urti.
Nel momento in cui la Bag in Box è entrata nel settore alimentare, ha proposto una nuova modalità per conservare e servire i liquidi come il vino.

La Bag in Box è composta da una sacca multistrato inserita in una scatola di cartone che protegge il contenuto dalla luce e dagli urti.
L’esperienza d’uso ha subito diverse migliorie negli anni. In fase iniziale bisognava tagliare la sacca e richiuderla con una molletta, ma in breve arrivò la vera innovazione: il rubinetto a tenuta stagna, capace di far scorrere il vino evitando l’ingresso dell’aria.
Le successive trasformazioni hanno riguardato il design: la box esterna in cartone si è trasformata in una superficie comunicativa, stampabile e personalizzabile. Oggi può diventare un vero strumento di branding, capace di attrarre il consumatore fin dallo scaffale e persino di trasformarsi in elemento espositivo nei punti vendita.
Dal vino ai succhi di frutta fino all’olio, la Bag in Box ha saputo ampliare i suoi campi di applicazione, confermando la sua versatilità.

La box esterna in cartone si è trasformata in una superficie comunicativa, stampabile e personalizzabile.
Anche la percezione della Bag in Box stessa è cambiata negli anni. Se in passato è stata associata a prodotti di fascia bassa, oggi è sempre più valorizzata per i suoi vantaggi funzionali e ambientali: mantiene il vino fresco più a lungo dopo l’apertura grazie al rubinetto e lo protegge dalla luce e dagli urti. È pratica, leggera, infrangibile e impilabile e riduce i costi di bottiglie, tappi ed etichette a carico delle cantine.
Dimostra quindi che, un packaging nato da un’intuizione tecnica, può trasformarsi in un’icona di innovazione. E nel 2025, mentre brindiamo ai suoi 60 anni nel mondo del vino, la Bag in Box ci ricorda che il packaging non è mai un semplice contenitore.
Un evento globale che porta l’attenzione internazionale sull’Italia, sulla sua filiera produttiva e sulla capacità di innovazione nel settore packaging.
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