Da scatola a status symbol
Una volta il packaging prendeva in prestito il linguaggio della moda. Ora succede il contrario: è la moda che si veste da packaging.

La dimensione globale del mercato degli imballaggi cosmetici era di 26,81 milioni di dollari nel 2019. Le previsioni dicono che raggiungerà i 36,15 milioni di dollari entro il 2027, con un tasso di crescita annuale (CAGR) del 3,81%.

Per quanto accattivante possa sembrare, la beauty industry è una delle principali responsabili dell’inquinamento degli oceani. Alcune statistiche riportano che 120 miliardi di confezioni vengono prodotte ogni anno dal settore cosmetico a livello globale, alle quali va aggiunta la realizzazione di coperchi, scatole a più strati, rivestimenti in cellophane. Secondo il Packaging Machinery Manufacturers Institute (PMMI), con una quota di mercato del 61%, gli imballaggi in plastica (bottiglie, vasetti, compatti e tubi) dominano il mercato dei cosmetici. Per quanto riguarda gli altri prodotti per la cura personale, dove i flaconi sono i contenitori più comunemente usati, gli imballaggi in plastica rappresentando il 30% del mercato.

Gli acquisti online di prodotti beauty sono destinati a crescere tre volte più velocemente rispetto a quelli effettuati in negozio nei prossimi cinque anni. L’emergenza COVID-19 e le lunghe chiusure hanno modificato le abitudini di acquisto. Secondo il report Edge Retail Insight 2021, in questo settore l’online shopping avrà un tasso di crescita annuale del 12,1% tra il 2021 e il 2026, un dato che supera di gran lunga il tasso di crescita del 3,3% delle vendite in negozio. Di conseguenza, lo shopping online rappresenterà quasi il 30% delle vendite globali nel mercato cosmetico entro il 2026.
(Dati: Mordor Intelligence, Inside Packaging, Edge Retail Insight)
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Si conferma anche nel 2025 uno dei termometri più affidabili dello stato di salute dell’economia reale: una crescita moderata, ma strutturale, che continua a consolidarsi nel tempo.
Tra estetica naturale, nostalgia materica e design contemporaneo, la carta è diventata molto più di un semplice materiale.
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.