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Nel mondo si commercializzano ogni anno circa 900 milioni di tonnellate di frutta. La maggior parte di questi prodotti ortofrutticoli viaggia e arriva a scaffale con un segno distintivo: il bollino adesivo. Questa piccola etichetta, spesso data per scontata, rappresenta una parte significativa del sistema di confezionamento e comunicazione del prodotto. Come affermato da Nele Moorthamers, responsabile marketing di Zespri per l’Europa e il Nord America, secondo recenti stime, l’insieme delle etichette per frutta genera ogni anno circa 25.000 chili di rifiuti.
Zespri, leader mondiale nella produzione di kiwi, ha scelto di trasformare questa criticità in un’opportunità per innovare. In collaborazione con Sinclair, azienda specializzata in soluzioni di etichettatura per ortofrutta, ha lanciato un nuovo bollino completamente compostabile, pensato per essere smaltito direttamente nell’umido insieme alla buccia: si decompone senza lasciare residui e senza alterare in alcun modo il frutto, rispettando le normative sui materiali a contatto diretto con gli alimenti.

L’insieme delle etichette per frutta genera ogni anno circa 25.000 chili di rifiuti: Zespri ha scelto di trasformare questa criticità in un’opportunità per innovare.
A livello tecnico, l’etichetta, denominata T55, mantiene tutte le performance richieste: adesione efficace, resistenza, leggibilità del codice a barre, indicazioni sull’origine e sulla varietà del prodotto. In più, è pienamente compatibile con i moderni sistemi di confezionamento automatizzati ad alta velocità, rendendo più agevole la transizione a livello industriale.
Dal punto di vista visivo, nulla cambia: Zespri ha sottolineato con ironia la discrezione dell’innovazione attraverso il video “Trova le differenze”, pubblicato online, per mostrare come la vera rivoluzione sia nascosta e proprio per questo più significativa.
A livello tecnico mantiene tutte le performance richieste: adesione efficace, resistenza, leggibilità del codice a barre, indicazioni sull’origine e sulla varietà del prodotto.
Non esiste oggi una normativa che imponga l’uso esclusivo di etichette compostabili per l’ortofrutta, ma solo indicazioni che ne regolano la sicurezza alimentare: è quindi una scelta volontaria da parte dei produttori più attenti. L’introduzione di innovazioni come questa deve però essere accompagnata da una chiara comunicazione all’utente affinchè lo smaltimento avvenga correttamente. E in questo senso, anche un semplice messaggio stampato sul packaging può fare la differenza.
Zespri ha anche deciso di non mantenere il brevetto dell’innovazione come esclusiva, ma di renderlo accessibile a tutte le aziende del settore, ricordando come la tutela dell’ambiente sia al centro della sua strategia di branding.
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