E-commerce food: il packaging come infrastruttura strategica
Ogni scatola diventa leva di valore per logistica, sostenibilità e brand experience.
Il marchio di cosmetici Innisfree, parte del gruppo sudcoreano Amorepacific, si è scusato per la struttura di una sua confezione dopo che la segnalazione di un consumatore era diventata virale nel Paese.
In un gruppo Facebook dal nome No Plastic Shopping, un utente aveva condiviso la foto della confezione dopo aver tagliato a metà la bottiglia. Nonostante infatti la promessa sull’etichetta (“Hello, I’m Paper Bottle” / Ciao, sono una bottiglia di carta“), il prodotto si era rivelato essere una semplice bottiglia di plastica avvolta in un involucro di carta.
“Mi sono sentito preso in giro“, aveva scritto l’utente nel post.

I consumatori hanno presentato un reclamo ufficiale all’istituto che vigila sui casi di “greenwashing” in Corea del Sud. Il post ha suscitato migliaia di commenti da parte di persone indignate, ed è stato raccolto da diversi media locali come il Korean Herald.
Nonostante la scritta sull’etichetta (“Ciao, sono una bottiglia di carta“), il prodotto si era rivelato una semplice bottiglia di plastica avvolta nella carta
A seguito della polemica il brand ha frettolosamente riconosciuto che il messaggio sull’etichetta poteva essere fuorviante. “Abbiamo usato l’espressione “paper bottle” per spiegare il ruolo dell’involucro intorno alla bottiglia“, ha dichiarato in un comunicato la dirigenza di Innisfree. “Non abbiamo considerato la possibilità che il messaggio inducesse a pensare che l’intera confezione fosse di carta. Ci scusiamo per non aver informato chiaramente“.
Il post ha suscitato migliaia di commenti da parte di consumatori arrabbiati
Innisfree ha inoltre precisato che la bottiglia di plastica è riciclabile ed ecologica, e che utilizza il 51,8% in meno di plastica rispetto agli imballaggi convenzionali. L’azienda ha fornito informazioni su come separare e riciclare correttamente le due parti. La reazione non ha comunque arrestato le polemiche e il diffondersi della foto online.
Il consumatore che ha pubblicato per primo l’immagine ha dichiarato al Korea Herald che la spiegazione della società e la risposta tardiva gli sembrano comunque insufficienti. “Molti sentono che l’azienda ha cercato di approfittarne usando un marketing fuorviante. Potevano scegliere altre espressioni più chiare. Hanno provato a prenderci in giro“.
Ogni scatola diventa leva di valore per logistica, sostenibilità e brand experience.
Dust Identity utilizza frammenti di diamante ingegnerizzati, integrati nella stampa dell’etichetta, per generare una firma ottica invisibile, permanente e non clonabile.
Sperimentando un QR code standard che collega il pack a informazioni digitali su prodotto e sostenibilità.
Il contenuto smette di essere un messaggio da leggere e si trasforma in una conversazione da condividere.