Quando il difetto diventa pregio
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.

In Italia beviamo bibite confezionate soprattutto in plastica e in vetro.
È un dominio, quello del PET, che inizia comunque a ridursi, per effetto delle campagne internazionali contro l’utilizzo della plastica e l’affermarsi di altri materiali. Ne avevamo parlato.

In particolare, nel settore degli alcolici, è la bottiglia di vetro a dominare.
Il tentativo di sostituirla con altre soluzioni negli ultimi anni (plastiche o brick) non ha funzionato. La voce “Altro” racchiude molti materiali: fustini, damigiane, dispenser di bevande alla spina.

I pesi sono rovesciati nell’area degli analcolici. Qui la bottiglia di plastica ha un netto predominio sul vetro. Gli esperti prevedono che il settore sarà attraversato da tre grandi cambiamenti in futuro: sempre più imballaggi sostenibili, diffusione di formati più piccoli, crescita delle borracce riutilizzabili.
(Dati: Istituto Italiano Imballaggio)
I brand che hanno trasformato piccoli difetti funzionali in elementi distintivi capaci di creare rituali e riconoscibilità.
I grandi brand continuano a sperimentare con il packaging, ecco alcune delle storie che hanno attirato la nostra attenzione nelle ultime settimane.
Ogni scatola diventa leva di valore per logistica, sostenibilità e brand experience.
Dust Identity utilizza frammenti di diamante ingegnerizzati, integrati nella stampa dell’etichetta, per generare una firma ottica invisibile, permanente e non clonabile.